Tech Spotlight
Il passaporto digitale del cibo
L’Europa sta portando nel food una tecnologia che finora esisteva solo nel fashion e nell’elettronica: il Digital Product Passport (DPP). È un’etichetta digitale che permette di accedere, tramite QR, a tutte le informazioni rilevanti del prodotto.
Non “molte”, non “abbastanza”: tutte, come previsto dal PPWR (Packaging & Packaging Waste Regulation) e dalle linee guida DPP in consultazione.
Un DPP basato su GS1 Digital Link costa oggi 0,01–0,03 € per unità, e consente aggiornamenti in tempo reale: l’azienda può modificare dati, caricare documenti o inviare notifiche post-vendita senza ristampare l’etichetta.
Nei pilot europei sul retail premium, la percentuale di scansioni varia tra 8% e 22% dei prodotti venduti, con un tempo medio di consultazione di 28–52 secondi per visita: numeri altissimi rispetto a qualsiasi materiale informativo tradizionale.
Il dato sorprendente?
Quando il DPP contiene dati verificabili (origine, processo, cantina, audit), il tasso di fiducia dichiarato dal consumatore sale di +35–40% e la propensione al premium price aumenta tra +5% e +12%.
Il futuro della trasparenza non sarà stampato. Sarà scansionato.
Behind the scene
Come funziona davvero un Digital Product Passport
Un DPP non è un PDF messo online né un QR che rimanda a una landing page. È un sistema strutturato composto da campi tecnici minimi, aggiornabilità dinamica e autenticazione tramite standard GS1.
1. I campi minimi del DPP alimentare
Secondo le linee guida UE preliminari, un DPP alimentare deve contenere almeno:
- Identificatore univoco prodotto (GTIN + seriale)
- Origine delle materie prime
- Processi significativi (affumicatura, stagionatura, cottura)
- Scheda nutrizionale dinamica
- Batch/lotto e data di produzione
- Indicatori ambientali (CO₂e, energia, packaging)
- Eventuali audit o certificazioni
È la prima volta che “origine” e “processo” diventano dati obbligatori e fruibili via QR.
2. La magia del QR dinamico
Il QR non è fisso: punta a un link che può essere aggiornato infinite volte.
Ciò permette di:
- notificare richiami in meno di 24 ore
- aggiornare dati di sostenibilità
- caricare storytelling di cantina, video, panel sensoriali
- correggere eventuali errori senza ristampa
3. La consultazione
Gli utenti scansionano il QR (in media 1,4 volte per prodotto nei pilot retail), consultano le sezioni più importanti (origine, cantina, note di degustazione) e tornano successivamente per rivedere contenuti.
4. Perché aumenta la fiducia?
Perché il flusso informativo è dal produttore al consumatore, senza intermediari.
È la differenza tra leggere un’etichetta e leggere la storia verificata di un lotto.
The ripple effect
Gli effetti del passaporto digitale
PRODUTTORI:
meno costi di gestione dei richiami
Un DPP con QR dinamico permette:
- riduzione del tempo di richiamo da 72 ore → 6–24 ore
- diminuzione dei resi del 15–30%
- maggiore facilità nel tracciare i lotti effettivamente acquistati
Per l’industria agroalimentare, questo significa meno sprechi e meno rischio reputazionale.
CONSUMATORI:
finalmente sapere cosa si mangia
La scansione di un QR rivela:
- dove è cresciuto l’animale
- tempi di stagionatura reali
- note sensoriali
- audit di terza parte
- informazioni ambientali
Nei casi retail EU più avanzati, la percentuale di clienti che dichiarano “alta fiducia” nel brand dopo l’introduzione del QR sale dal 27% al 63%
ECONOMIA:
nuovo valore per i prodotti premium
Il DPP non è solo trasparenza, è posizionamento: il prodotto mostra la sua complessità, rendendo comprensibile lo sforzo produttivo.
Nei casi studio di gastronomia premium in Francia e Nord Europa, il QR porta a:
- +8–14% willingness to pay
- aumento del tasso di ritorno clienti del 18–25%
EFFETTO INATTESO:
le etichette diventano “punti di contatto”
La scansione permette di parlare al cliente dopo l’acquisto: ricette, degustazioni, note di cantina, inviti a eventi. Il QR diventa un piccolo media personale.
Pedrazzoli LAB
Il primo passaporto digitale Q+
In linea con la roadmap Meat The Future , Pedrazzoli attiverà un pilot sulla linea Q+ con:
1. QR dinamico autenticato GS1 Digital Link
Conterrà:
- lotto e annata
- parametri di stagionatura
- profilo sensoriale
- video di cantina aggiornati ogni stagione
- dati ambientali del processo
Ogni confezione sarà diversa: ogni QR racconterà quel preciso lotto.
2. Storytelling di cantina
Il DPP conterrà:
- micro-storia dell’annata
- note del maestro stagionatore
- fotografie della cella di maturazione
- parametri tecnici (temperatura, UR, calo peso)
Una trasparenza che collega tradizione e tecnologia.
3. Misurazione reale dell’impatto
Pedrazzoli monitorerà:
- scansioni totali e per utente
- tempo medio di consultazione
- click-through sulle sezioni sensoriali
- variazione dei resi dopo introduzione del QR
Obiettivo: quantificare se il DPP:
- aumenta la fiducia
- riduce richiami/resi
- sostiene il premium price della linea Q+
Roadmap
- Fase 1: QR dinamico su una referenza Q+
- Fase 2: rilascio storytelling cantina + parametri di annata
- Fase 3: integrazione con panel sensoriale pubblico
- Fase 4: estensione a tutta la linea Q+ e parte della linea Primavera Bio
La trasparenza non sarà più una promessa: diventerà un’interfaccia in tasca.
Your Tech Future
Il salume che ti parla davvero
Il DPP non è un gadget, ma un nuovo modo di vivere il prodotto.
Per la prima volta potrai scegliere un salume basandoti sui dati, non sui claim.
COSA POTRAI FARE TU:
- verificare l’origine esatta del lotto
- vedere la cantina in cui è maturato
- confrontare le annate (come nel vino)
- leggere gli audit di terza parte
- scoprire note sensoriali e abbinamenti
- ricevere notifiche in caso di aggiornamenti o richiami
PRIMA FASE:
Conoscenza
Impari a leggere un DPP
SECONDA FASE:
Partecipazione
Condividi feedback e preferenze
MATURITÀ:
Co-creazione
Scegli quali dati vorresti vedere nel DPP futuro
Pedrazzoli aprirà a breve il Digital Passport Access Panel, un gruppo di utenti che testerà il primo lotto Q+ con QR dinamico.
Il giorno in cui l’etichetta parlò non cambiò l’etichetta. Cambiò la fiducia.




